Riguarda le acquisizioni internazionali del museo e diventa pretesto per raccontare anche a un pubblico non specializzato qualcosa che sa di un ‘dietro le quinte’, come recita il titolo di uno dei saggi introduttivi al catalogo (quello di Gregorio Mazzonis).
Una storia che prende le mosse dagli anni Cinquanta del Novecento. In breve: mostre fra il 1951 e il 1961 ospitano pittori contemporanei italiani e francesi e da esse importanti acquisizioni vanno ad arricchire le collezioni GAM. Altre fonti di acquisizione a partire dal dopoguerra sono le Biennali di Venezia, le gallerie e i privati.
Negli anni Settanta si organizzano personali temporanee che lasciano alle collezioni opere degli artisti esposti e di lì si continua fino alle più recenti acquisizioni permesse anche grazie al contributo dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.
Riccardo Passoni e Elena Volpato raccontano nei loro saggi introduttivi la storia appassionante di questo guardare all’estero che è stato ed è un affacciandosi sul mondo di nei vari decenni: dal punto di vista dell’Italia, della politica culturale, della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.
In mostra, fra le altre, opere di Karel Appel, Hans Jean Arp, Jean Fautrier, Hans Hartung, Asger Jorn, Roy Lichtenstein, Irving Penn, Pablo Picasso, Alain Rasnais, Gerard Schneider, Cy Twombly, Andy Warhol.
(Immagini: in alto Josef Albers, Homage to the square. Out and In, 1954; nella gallery: 2.Hans Jean Arp, Constellation, 1959; 3.Norman Bluhm, Chariot, 1965; 4. Eduardo Chillida, Elogio del fuoco, 1955)
